Di Alan Conti
 

Sogno finito, Chicago è fuori!

Batticuore Canucks e all’ultimo respiro arriva la rivincita attesa tre anni. Ci sono voluti 7 match e un overtime alla Roger Arena per esorcizzare il fantasma dei campioni in carica di Chicago che da due anni sbattevano la porta della Stanley Cup in faccia a Vancouver. Dopo essere passati in vantaggio per 3-0 nessuno, oggettivamente, credeva possibile di dover assistere a un miracolo di Luongo nell’extra time dell’ultima partita per evitare una prematura e forse ingiusta eliminazione dei vincitori del President’s Trophy. I Blackhawks terribili che hanno inflitto tre ko pesanti ai Canucks, però, hanno meritato di essere protagonisti fino alla fine mostrando tutte le abilità che li hanno resi campioni un giro di playoff fa e di cui avevano sentito troppo la mancanza nella regular season.
Veniamo, però, al match decisivo concluso da poche ore, ma iniziato alle 4 italiane. Nel primo tempo è Burrows a sbloccare il risultato e per moltissimi minuti sembra che la gara possa spegnersi in un 1-0 carico di tensione e cariche fisiche. A un sospiro dalla fine, però, è un’azione di Hossa con rebound del redivivo Toews a gelare il sangue e ghiacciare l’urlo in gola alle migliaia di fans della Roger Arena. Gli Indiani conficcano la freccia nel bersaglio overtime. Un quarto di finale, una serie e una stagione giocata al “primo che segna vince”. Ci va vicinissimo Chicago, ma Luongo con una parata da urlo concede le scuse, peraltro ampiamente accettate, per le troppe incertezze che hanno condizionato Gara 4 e 5, tanto da far partire Schneider in gabbia nel match numero 6. Uno stop strepitoso che concede a Burrows, ancora lui dopo lo sbaglio di un rigore nei tempi regolari, di salire sul primo gradino del podio delle three star ed entrare nel cuore della stagione. E’ il terzino degli Hawks Campoli, infatti, a farsi cogliere dal brivido dell’emozione e regalare un puck d’oro a Burrows che, solo davanti a Crawford, lo fulmina senza nemmeno pensarci. E’ il 2-1, ma soprattutto il 4-3 definitivo che sfila la Stanley Cup dall’Illinois e apre le porte di Nashville per la semifinale di conference ai Canucks. Comincerà un’altra storia ma comunque vada quella su cui Burrows ha scritto la parola “fine” andrà posizionata nella sezione dell’epica.

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