In gol Foto by Maurizio Condolo

Uno degli eroi di Ungheria, Diego Iori, fassano di professione attaccante. Ha raccontato al nostro sito le emozioni del Mondiale e qualcosa anche del suo Fassa

Ciao Diego, che emozione è stata vincere un Mondiale di fronte a 10.000 persone?

Ciao, quello che si prova è difficile da spiegare a parole… Sono momenti incredibili che ti rimangono dentro per sempre

In molti hanno esaltato il lavoro della quarta linea che ha saputo difendere, ma anche offendere…

Penso che sia stato sempre cosi per chi gioca in quarta linea, anche se attaccare e magari segnare piace a tutti…

Come giudichi questo tuo Mondiale?

Sono stato anche a Torun nel 2009 e personalmente non mi posso lamentare di come ho giocato, anche se so che devo migliorare tatticamente. Invece come squadra abbiamo stentato un pò a inizio torneo, però alla fine chi vince ha sempre ragione.

Una discussione sempre accesa è quella sugli oriundi, italiani o no?

Per quanta riguarda gli oriundi non sta a me giudicare, ci sono delle regole, vanno rispettate e comunque se aiutano la crescita dell hockey italiano ben vengano.

Cosa ne pensi tu in merito sono giuste le limitazioni al tesseramento degli italo?

Come detto prima, se ci sono queste limitazioni bisogna accettare e comunque se ci sono dei giovani bravi nel vivaio è meglio far crescere loro.

Parlando invece del Fassa, una stagione molto difficile questa per voi…

Al Fassa la stagione è iniziata subito male per via delle ormai nota vicenda Stirling, poi con Posma non andava perchè lui aveva dei seri problemi personali e giustamente la società ha deciso puntare su un altro allenatore, Miro Frycer, autore di un gran bel lavoro, che proseguirà anche per la prossima stagione.

Guardando le tue statistiche si vede come sei “uscito dal guscio”, che cosa è cambiato?

Personalmente non è cambiato molto nel mio modo di giocare, forse vedo un pò più la porta e i miei compagni… L’importante è dare sempre tutto e giocare per la squadra.

 Il futuro, dove si vede Diego Iori?

Il futuro è sempre un’ incognita, meglio guardare al presente.

Proverai una esperienza estera?

A chi non piacerebbe un’esperienza all’estero ? Se capita ben venga anche se in Italia il livello si è alzato negli ultimi anni e bisogna fare ancora di più come Nazione per far si che torni ad essere una meta ambita dove andare a giocare e non un ancora di salvataggio, questo succederà quando le società capiranno che gli stranieri da prendere devo essere di qualità e non si deve dunque pensare alla quantità.

Annunci