Giovane, ma conosce già bene la lingua dell’hockey, stiamo parlando di Filippo Traversa che ormai si è scrollato di dosso l’etichetta di fratello di Tommaso e Chiara e si sta imponendo come il futuro dell’hockey made in Real Torino. Lo abbiamo intervistato parlando della stagione passata, del presente e del futuro.

Ciao Filippo, una stagione molto importante per te ed il Real, primo titolo della storia, che effetto fa essere di fatto nella storia?

Sicuramente è una emozione grandissima ed un sogno da lungo immaginato, poi siccome è la prima volta questa emozione diventa indimenticabile. Questa vittoria per me e per tutta la società è il premio di un lungo e faticoso lavoro che si è fatto negli ultimi 10 anni

Un campionato fantastico per voi, quando avete capito che davvero potevate vincere?

Se devo essere sincero non abbiamo mai pensato alla possibilità di vincere il campionato perché, nelle prime giornate dovevamo ambientarci nella prima divisione e poi in seguito pensavamo solo a vincere partita dopo partita. Inoltre nessuno di noi pensava di vincere contro il Vipiteno nella semifinale, ma alla fine tutti sanno come è andata. E’ proprio la seconda vittoria nella semifinale che ci ha fatto credere in un possibile scudetto tenendo però ben presente che era ancora lontano.

Come giudichi questa tua stagione?

Non è stata un stagione facilissima, anche se pur coronata con la vittoria dello scudetto, perchè all’inizio non ero in piena forma e avevo perso quella sicurezza, che è fondamentale per qualsiasi portiere, ma con il proseguo del campionato la situazione è migliorata fino ad arrivare al culmine con la vittoria ai rigori a Vipiteno e il 4 a 2 decisivo per lo scudetto contro il Valpusteria. Inoltre sono contentissimo della mia stagione perché ho capito che possono esserci dei momenti difficili, quando niente ti riesce bene e tutto ti sembra che vada storto ma che alla fine con l’aiuto delle persone più care la situazione migliorerà e magari ti sorprenderà pure. Inoltre si sa che in tutti gli sport l’esperienza conta molto e spesso è quella che permette ai grandi campioni di giocare per molti anni a livelli altissimi e sino ad età avanzata e quindi ritengo che giocare un campionato di prima divisione ed i playoff fino alla finale possono avermi dato un’ esperienza seppur a livello giovanile, molto importante.

Come ti descrivi come portiere?

Trovo difficile il descriversi perché di solito non si ha una visione oggettiva, ma soggettiva. Infatti mi stupisco ogni volta che mi vedo in dei filmati

Perché?

Perché mi trovo diverso da quando mi immagino sul ghiaccio, quindi preferisco che siano gli altri a valutarmi e descrivermi.

 La domanda viene spontanea con una sorella goalie, ti ispiri anche a lei?

Mia sorella è stata fondamentale agli inizi quando da giocatore diventai come lei portiere. Oramai col passare degli anni e crescendo mi ispiro ai grandissimi e irraggiungibili portieri dell’NHL, ma per sfortuna mia ho poche occasioni di vederli poiché le partite vengono trasmesse nella notte e quindi mi ispiro soprattutto ai portieri di serie A1. Andando spesso a vedere il Valpellice sono rimasto impressionato da Kevin Regan, l’ho trovato il portiere più forte di tutto il campionato per la sua continuità e per la sua bravura ad essere sempre davanti al disco concedendo pochissimi gol sul primo tiro.

Parlando invece di te, chi è Filippo quando non gioca a hockey?

Per chi mi conosce sa che sono sempre la stessa persona . Sono un ragazzo semplice che cerca sempre di divertirsi passando il tempo con gli amici e con i miei familiari, anche se talvolta mi piace passare dei momenti da solo per riflettere. Cerco spesso di essere simpatico e di non litigare mai. Amo lo sport e non riesco a farne a meno. Infatti dopo la fine della stagione hockeistica cerco di organizzare con i miei amici partitelle di calcetto o altre attività, sempre però impegnandomi al massimo dando in ogni occasione il 100%.

C’è un idolo sportivo?

Non ho un idolo sportivo in particolare, ma parecchi anche di diverse attività sportive. Infatti ognuno di questi ha una particolarità che mi fa emozionare e colpire. Sarebbe troppo difficile dirne uno in particolare perché ognuno di questi è unico in un ambito, ma non paragonabile ad altri di altri ambiti.

Ti interessi anche di altri sport?

Oltre all’ hockey certamente mi interesso di altri sport. Preferisco gli sport di squadra a quelli individuali perché li trovo più interessanti e divertenti. Inoltre in questi tipi di sport si impara a vivere insieme e ad aiutarsi uno con l’altro. Quindi seguo molto di più sport come il calcio, il basket e la pallavolo.

 Parlando di futuro, cosa farà Filippo Traversa? Qualcuno già sogna di vederti portiere in A2

Il futuro è ancora tutto da vedere, però una cosa sicura è che mi piacerebbe per l’anno prossimo fare un’esperienza all’estero , come hanno fatto i miei fratelli. Però riuscire a trovare squadra e una scuola seppur con l’aiuto dei miei fratelli e di amici non è facile, quindi bisogna stare ancora a vedere come andrà. Logicamente se la possibilità di giocare all’estero fallisse spero di allenarmi come quest’anno oltre che con la mia categoria anche con la squadra senior e magari di giocare anche se solo qualche minuto nel campionato di serie A2.
Un saluto ai tifosi torinesi Filippo?

Un saluto a tutti i tifosi, soprattutto a quelli torinesi, con la speranza di essere sempre più numerosi e un saluto e un ringraziamento alla Redazione di Hockey Online che aiuta questo sport a diventare più conosciuto.

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