Di Marco Di Francesco

Capita per caso che Alessandro mi chiami mentre mi trovo su una spiaggia tra palme, Martini e mare. Mi fa leggere la lettera di Marco Liberatore, che trovo incredibilmente interessante…

Interessante perchè decido di informarmi sull’Inline italiano femminile e sulla sua situazione, ma soprattutto cerco motivi per la scelta dello stesso Liberatore, ora, io Marco lo stimo profondamente come allenatore per il non facile lavoro che fa con la Nazionale ghiaccio femminile, tuttavia mi chiedo il senso di questa scelta da parte della Federazione italiana….

La cosa ancora più grave è che il coach abbia dovuto far affidamento ad un organo di stampa per diffondere la richiesta alle atlete di presentarsi al Raduno, perchè? Ciò implica, un allenatore solo, che non sa nulla (non per colpa sua, semplicemente è un allenatore che proviene da una realtà differente) di chi effettivamente a roller ci giochi, ma che soprattutto mostra un preoccupante disinteresse di una Federazione che organizza sì un Mondiale in Italia, ma non sembra troppo interessata ai risultati e a chi effettivamente in questo roster ci sarà.

Agnello sacrificale dunque è stato Liberatore al quale auguro comunque di portare avanti al meglio il suo lavoro, augurando anche agli amici dell’inline italiano e alle loro atlete che in futuro non ci sia più un “Cara amica ti scrivo”, ma qualcuno ai piani alti a cui importi realmente di loro….

Ed ora scusate, ma le palme mi richiamano…. Il vostro italocanadese ingrombante

Annunci