Il sabato sera di Hockeyonline ha avuto la piacevole compagnia di Andrea Montanari, difensore “giramondo” dell’hockey inline italiano che ci ha intrattenuti andando a 360 gradi sull’hockey inline e non solo….

Mi è dispiaciuto molto andar via da Arezzo, ma purtroppo i problemi economici della società che ci sono stati non mi permettevano di giocare ed è un peccato perchè è come una seconda casa.” Ha esordito così parlando della sua Arezzo, Andrea vera e propria bandiera del club ha proseguito parlando della nuova avventura “Son contento di andare a giocare a Trieste, è una delle squadre più forti che ci sono in Europa e di trovare anche un amico come Frizzera…. Sai ci compensiamo, io non tocco praticamente alcolici mentre lui invece sì…. Diciamo che lui dovrà bere per me e io correre per lui” (ride)

“Scherzi a parte Friz è un giocatore incredibile, ce ne sono pochi come lui in Italia in grado di ricoprire bene più ruoli. A Trieste poi ritrovo Marco Peruzzi, un grandissimo portiere, mi ricordo il viaggio in macchina prima di una partita dei playoff…. Io e il massaggiatore dell’Arezzo tesissimi, lui dormiva, poi in partita ha veramente parato l’impossibile.”

Riusciamo a divagare da Trieste e andiamo a parlare della famiglia partendo dalla sorella Debora “Lei è una delle giocatrici più brave, certo ovviamente qualcosa ha perso dal 2006, però la bravura quella assolutamente no. C’è da dire che poi ha sempre avuto un carattere da leader, cosa fondamentale per un portiere.” gli chiediamo com’è fuori dal ghiaccio, lui ridendo ci risponde “Un vero e proprio uragano”.

Si finisce anche a parlare della sua Valpe “Li ho visti allenarsi e mi sembra una squadra veramente forte, son contento poi che lì in mezzo ci sia Stefano Coco l’ultimo di noi ad essere riuscito a rimanere nel giro.” E il futuro? “Mi piacerebbe tornare a giocare su ghiaccio a Torino”.

Il discorso non poteva non arrivare ai suoi due bambini Matilde e Tobias, gli luccicano gli occhi quasi a parlarne e gli chiediamo se in futuro ci troveremo a commentare le loro gesta su ghiaccio e lui ci risponde con una battuta “Di uno forse sì, anche se visto cosa guadagnano magari preferirei facesse il calciatore, almeno non è sempre in giro per giocare come suo padre”.

Un sorriso e ci salutiamo, una bella serata che speriamo abbia divertito anche voi.

Ringraziamo Andrea per la simpatia e la grande disponibilità augurandogli il meglio per la sua avventura a Trieste

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