Di Cristina Minotti

Così non va, e soprattutto avanti così non si può andare. Questa è la conclusione dopo le prime due partite che dovrebbe trarre la società biancoblù e questo è sicuramente il pensiero della maggior parte dei tifosi leventinesi. Ma questa è un pensiero che non racchiude solamente l’aspetto sportivo, ma anche quello societario-organizzativo. Perché in fondo si sa, che se i risultati arrivassero allora non ci sarebbe nessun problema. Ma quando non arrivano, allora ecco che l’importanza di offrire un servizio impeccabile diventa prioritaria se non vitale. E invece purtroppo il “povero” tifoso biancoblù ha dovuto anche sopportare tempi di attesa alle casse interminabili, prezzi alle stelle e scelte gastronomiche non del tutto azzeccate. Insomma una serata del tutto indigesta, quella di sabato alla Valascia, se non fosse per la gioia che tutti hanno dimostrato nel poter tornare a vedere quei due colori scendere in pista. La stessa gioia che permette ancora a questo piccolo fenomeno di esistere.

Così non va, ma in fondo i miracoli non si possono fare. Ce ne sono tante di cose in cui si spera ad inizio stagione. Si vorrebbe esser positivi, speranzosi, concedersi di essere sognatori per lanciare al meglio lo sport che terrà compagnia per 7 mesi. Poi però si ritorna con i piedi per terra, si ripensa alla presentazione della squadra, quando si respirava una ventata di aria nuova, che è però diventata pesante quando guardando bene quelle persone sedute in prima fila, sui seggiolini della tribuna principale, si riconoscevano tante facce, forse troppe. E allora ecco che si è ritornati con i piedi per terra, perché la base della squadra è rimasta ed è quindi quasi utopico sperare in un miglioramento così ampio da poter coprire il “buco” creatosi tra l’Ambrì e l’ottava dello scorso campionato.

Detto questo, coscienti quindi delle basi sulle quali si poggia la squadra di Constantine, e tenendo conto delle assenze pesanti – Duca, Hofmann, Demuth e via dicendo- non si può di certo essere stupiti dai risultati del primo weekend di campionato. Chiaramente l’aspetto che scoraggia di più, più che l’hockey stesso, sono i nomi delle avversarie affrontate. Eh si, perché Rapperswill e Bienne non sono di certo dei nomi altisonanti nella National League, ed ecco che se l’Ambrì non vuole perdere il treno subito all’inizio dovrebbe soprattutto fare punti contro i suoi avversari diretti, che con tutta probabilità comprendono le compagini sopraccitate.

In generale però, non si può pretendere di riuscire a conquistare la posta piena quando non si sfruttano le molte situazioni di superiorità numerica che hanno concesso i sangallesi sabato, che hanno giocato duro si, forse anche “sporco”, ma alla fine hanno avuto ragione di un Ambrì che non ha saputo nemmeno metterla sullo stesso piano. È vero che la squadra biancoblù ha dominato l’inizio partita, e che i Lakers sono stati molto più cinici, segnando alla loro prima occasione e raddoppiando poco dopo ancora controtendenza. Ma l’Ambrì non può nemmeno cercare molte scusanti, perché è lui stesso a non aver saputo concretizzare e in generale non ha eccelso in nessun aspetto, nemmeno nelle individualità. E forse questo aspetto che merita un approfondimento, perché alquanto preoccupante. Gli stranieri di attacco non sembrano infatti dare il loro apporto fondamentale. Westrum sembra non essersi ancora ripreso psicologicamente e Kariya non è di certo uno scorer puro. A tenere vivace l’attacco ci ha dovuto pensare ancora una volta Pestoni, ma l’Ambrì non può vivere sul giovane talento di casa, deve assolutamente trovare delle nuove soluzioni. Insomma, le premesse non son delle migliori, anche se è pur vero che un po’ di fortuna avrebbe magari permesso ai biancoblù di marcare quelle reti che l’avrebbero tenuto in gioco. Ma vuoi per colpa di essa, o per colpa delle imprecisioni dei suoi giocatori – vedi Botta a pochi minuti dall’inizio del secondo tempo che ha fallito un’azione “da rigore”, che avrebbe rimesso in gioco i biancoblù – il bilancio é assolutamente negativo e va subito migliorato se si vuol pretendere di rimanere agganciati alla coda della classifica. Altrimenti, per i biancoblù, sarà dura, molto dura.. “tirare avanti”.

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