Ciao, come avete visto l’inizio di stagione dell’Asiago?

Una delle coreografie della stagione passata foto by slegarcommando.it

Diciamo che è stata un estate bella calda ad Asiago per quanto riguarda i festeggiamenti per lo scudetto conquistato, sicuramente più esaltante rispetto a quello della stagione precedente 2009-10, soprattutto per il modo in cui si è vinto, i recuperi contro Bolzano in semifinale e Valpusteria in finale rimarranno per sempre impressi nella memoria di molti.

In generale l’inizio della squadra è stato altalenante, con buone prestazioni intervallate a serate meno felici, frutto anche di una preparazione che mira a portare al 100% gli stellati per l’appuntamento di Continental Cup di fine novembre in Danimarca, obiettivo principale per la società. Vedremo cosa succederà nelle prossime giornate di campionato.
In squadra c’è stato quello che si può definire un cambio generazionale, chi vi ha stupito dei nuovi?

La nuova stagione è partita con diverse novità, soprattutto nel reparto arretrato, le perdite soprattutto di Bellissimo in porta e Plastino in difesa sono state pesanti, ma la dirigenza ha lavorato a dovere per sostituirli. Lerg e Greco sembrano due buoni portieri, sembra che i tecnici abbiano puntato sul primo, vedremo come difenderà al porta stellata nelle prossime parite. Per quanto riguarda i nuovi difensori Fata e McDonald sono senz’altro giocatori con un bel curriculum, ma hanno bisogno di entrare in forma fisicamente, mentre Marchetti sembra già a suo agio. Buon inizio anche per il rientrante Basso, lontano dal ghiaccio da 2 stagioni, ma schierato regolarmente e che mai ha sfigurato finora. Zamparo invece non è ancora sceso sul ghiaccio.

In attacco, sono arrivati Bentivoglio e Pitton, due giocatori molto diversi fra di loro, che avranno il difficile compito di non far rimpiangere Adam Henrich, Top Scorer della scorsa stagione e vero trascinatore.

 

Parlando di giovani, la partenza di Mirco Presti è stata ottima con 3 gol nelle prime giornate,

Enrico Miglioranzi ha acquistato sicurezza nonostante la sua giovane età e Michele Stevan è un attaccante di grande prospettiva. Altri ragazzi sono in corso di inserimento dal settore giovanile.

Una nota di merito va in generale a tutti i ragazzi locali, che ogni volta che sono chiamati in causa danno sempre il loro meglio, talvolta essendo decisivi per i recenti successi, e questo a noi tifosi piace molto.

 

Si parla molto in queste settimane del Milano in KHL, da avversari, ma soprattutto da appassionati di questa disciplina credete possa essere una chance di sviluppo per l’Italia?

Questa è una notizia che ha sorpreso un po tutto il panorama hockeystico, sia per i tempi e soprattutto per i modi nei quali verrà attuata. Molti sono scettici e pensano che sarà un fuoco di paglia, che porterà rubli e scudetti  per qualche stagione per poi svanire nel nulla come già successo in passato, anche recente. Pensandoci a fondo ritengo che una occasione del genere non debba essere buttata alle ortiche, speriamo che gli organi istituzionali e le società sfruttino questa situazione per far fare un salto di qualità e visibilità al nostro hockey che ne avrebbe tanto bisogno.

 

Dopo due scudetti la piazza di Asiago si sente appagata o vuole ancora vincere?
Come si dice “L’appetito vien mangiando”!

Certo che da tifosi si vorrebbe sempre vincere, soprattutto per come ci ha abituato la squadra ultimamente, ma ci rendiamo anche conto che non è possibile, o perlomeno, non si può pretendere di farlo sempre; in tutti gli sport si vince e si perde, l’importante è saper fare entrambe, cosa che di solito ad esempio nel nostro calcio non succede spesso, si tende ad esaltare chi vince e crocifiggere chi perde.

Nel campionato quest’anno ci sono 10 squadre con degli ottimi giocatori, tutte rinforzate rispetto alla scorsa stagione, e dall’andamento di queste prima giornate dimostra che regna un certo equilibrio. Sarà quindi difficile per tutti arrivare in fondo da vincitori, le sorprese poi sono sempre dietro l’angolo, le partite “facili” non esistono più e noi tifosi siamo consapevoli di questo.

Noi saremo a fianco dei nostri ragazzi per cercare di spingerli più in alto possibile.

 

Parlando di voi, ci raccontate la vostra storia?

La parola “storia“ nel tifo asiaghese meriterebbe un attenzione particolare, cerchiamo di riassumere in breve le tappe recenti:

Dalle ceneri del vecchio gruppo ultras INFERNO GIALLOROSSO, nel lontano1989, quattro amici decisero di porre le basi per la costituzione ufficiale del gruppo. Qualche barattolo di vernice gialla, un vecchio ma robusto straccione rosso rimediato chissà dove, un mare di passione giallorosa, uno staff tecnico di tutto rispetto ed ecco il mitico striscione del nascituro SLEGAR COMMANDO.

 

Erano i tempi pionieristici del tifo ultrà asiaghese, quando ci si congelava le mani (e non solo quelle) per la preparazione delle coreografie “on  set”, direttamente allo stadio, sorbendosi il gelo siberiano all’interno del Palaodegar, dove ancora alzando gli occhi si vedevano le stelle ed i dischetti piombavano impazziti a 150 all’ora nella sud gremita.

Hanno iniziato a nascere nuove iniziative e si era sempre in movimento: tutto il gruppo venne dotato dei mitici bomber chiazzati bianconeri, si sono inziate a organizzare trasferte a Varese, Milano, in Sudtirolo, nell’agordino, nell’ampezzano…

Dopo alcuni anni ricchi e altri meno ricchi, se n’è deciso però lo scioglimento, precisamente nell’anno 1999,  lasciando un incolmabile vuoto sugli spalti, lasciando tuttavia una memoria storica indelebile.

 

Alcuni componenti del vecchio gruppo supportano ora i volonterosi ed organizzati Cimbri Armati, i quali hanno sostenuto una squadra che nei primi anni si è giocata diversi campionati con i Milano Vipers, vincendo anche il primo scudetto in quella storica notte a Milano nel 2001, ma che negli anni successivi si è trovata parecchio in difficoltà, anni bui dove i risultati non venivano e la gente sembrava essere condizionata da questo. Il “tifo” quello vero però, lo zoccolo duro, è rimasto, e da qui con qualche giovane inserimento e tanta voglia di fare, si è arrivati al gruppo attuale, forte di una partecipazione d’altri tempi, e che racchiude al suo interno un nuovo gruppo piccolo “Lusiana Giallorosa”, nato nel 2009 e comprendente appassionati del sud Altopiano e limitrofi.

Al giorno d’oggi la nostra curva ha circa 180 abbonati, e da quel che vediamo in giro negli altri palazzetti, dove la situazione del tifo organizzato non è delle migliori, siamo molto soddisfatti.

 

Fate un grande lavoro per il pubblico, eppure spesso e volentieri Asiago arriva ai livelli di Valpellice e Val Pusteria solo ai playoff…. Come mai avviene ciò nonostante una squadra vincente?

Se parliamo di numero di spettatori la considerazione è esatta, Brunico negli ultimi anni è cresciuta molto, con medie molto alte in ogni partita, frutto di un ottimo lavoro di promozione e coinvolgimento. Anche a  Torre Pellice cavalcando l’onda dalla promozione in serie A si sono  ottenuti ottimi risultati sotto questo aspetto, tutte cose che fanno bene al nostro movimento.

Esistono anche situazioni opposte, dove squadre con bacini d’utenza assai più elevati del nostro, raggiungono a fatica i 400-500 spettatori a partita. I motivi possono essere molteplici e di diversa natura, ma sono senz’altro cose che fanno riflettere.

 

Se si analizza però l’aspetto del tifo organizzato, la situazione cambia.

Come detto sopra, facendo un giro nei palazetti della serie A, il tifo organizzato scarseggia. Negli ultimi 2 anni infatti,si sono sciolti i gruppi di Alleghe (Nucleo Disagiato) e Valpellice (Ultras Valpe) lasciando queste 2 realtà senza il tifo che meritano. Si passa per Fassa e Pontebba e non si scorge quasi nulla, a Bolzano e a Cortina qualcosa c’è, ma con la storia che hanno le due società richiederebbero ben altro, Renon molto poco.

Situazione diversa a Brunico, che come gia analizzato sopra, è seguita da molta gente, ma che non si sa bene identificare la loro composizione, anche se un settore dello stadio si sta organizzando.

 

 

Dal nostro canto possiamo dire di fare il nostro meglio, dedicando sforzi, tempo e denaro alla nostra causa, e nelle ultime stagioni il nostro settore ha sempre registrato una crescita, fino ad oggi, dove già dalle prime partite di questa stagione la presenza è stata molto buona.

Parlando degli spettatori in generale è chiaro che le partite di regular season, e le partite non di cartello, attirano meno gente rispetto a un Asiago-Bolzano di semifinale; poi Asiago è molto seguita anche da persone che abitano la pedemontanta e che quindi per le gare durante la settimana non sempre riescono a raggiungere l’Odegar.

 

 

Speranze future per Asiago e l’hockey italiano?

Ad Asiago speriamo si continui così, con la fiducia che la dirigenza riesca a gestire bene le risorse e con il settore giovanile seguito da persone molto competenti, non ultimo John Parco che smesso i panni di valoroso giocatore, sta seguendo sia la serie A che i ragazzi delle giovanili.

La nostra speranza è che nei prossimi anni si riesca a raggiungere una visibilità e un livello superiore per il nostro movimento, che si faccia in modo di coinvolgere di più i grossi centri abitati, con strutture e investimenti, anche se di questi tempi la cosa sembra ardua. I media saranno parte fondamentale per questo, speriamo che sempre piu persone abbiano la possibilità di vedere e seguire altri sport oltre che il calcio, e abbandonare questo sistema dannoso e logorante con il quale si da in pasto agli utenti il 90% delle notizie riguardanti il gioco del pallone.

 

Ultima domanda, chi vince lo scudetto questa stagione?

 

E’chiaro che da tifosi ci auguriamoche sia sempre la nostra squadra a trionfare. Certo non è facile,  Bolzano e Valpusteria sembrano le piu accreditate per la vittoria finale, ma se devo sbilanciarmi dico Alleghe. Credo abbia un roster competitivo e se Dennis non avrà noie fisiche e Adam Henrich farà quel che sa fare, possono ambire al successo finale. Staremo a vedere.

La Redazione ringrazia Roberto Frezza e i ragazzi dei Cimbri per la simpatia e la disponibilità

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