Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Daniela Santus, madre di un giovane giocatore dell’HC Valpellice in merito alla partita Real Torino-Valpellice U16, restiamo a disposizione di chiunque per eventuali repliche o per eventuali aggiunte al fatto in questione:

Ieri ho assistito a una partita di hockey giovanile, categoria U16 regionale. Sul ghiaccio del Palatazzoli di Torino si incontravano il Real Torino e i Valpellice Bulldogs. Trattandosi di un derby, risultato finale 2 a 2, la partita si è dimostrata subito molto accesa e fisica. Sono rimasta perciò stupita dalla totale assenza di personale medico, come dall’assenza dell’ambulanza che – seppur non previste dal regolamento! – di norma le società forniscono a garanzia dei propri atleti e di quelli della squadra avversaria.

Di fatto, nel corso del primo tempo della partita, un giocatore della Valpe resta sul ghiaccio semisvenuto per pochi secondi, dopo aver subito una carica da tergo e aver battuto la testa (protetta dal casco ovviamente) sulla balaustra. Nel corso del secondo tempo un giocatore del Real Torino resta nuovamente sul ghiaccio dopo aver, anche lui, battuto la testa sulla balaustra. In questo caso viene fatto togliere il casco all’atleta (manovra sconsigliata da chiunque abbia qualche competenza medica) e viene sollevato a braccia per farlo uscire dal ghiaccio. L’atleta, una volta fuori, cade nuovamente a terra e viene trasportato negli spogliatoi mentre si tiene la testa tra le mani e si lamenta vistosamente.

Cosa dice il regolamento? Viene richiesto a carico della Società ospitante di “garantire la possibilità di un immediato contatto con il pronto soccorso più vicino al quale deve essere comunicato preventivamente data, luogo ed orario dell’incontro al fine di assicurare la reperibilità di un servizio di pronto intervento con la presenza di personale specializzato con autoambulanza.” Tuttavia a me sembra del tutto ovvio che, in una città come Torino, ciò sia del tutto insufficiente.

 

A dimostrazione di ciò, si può ricordare l’incidente, con frattura della caviglia, occorso sempre a Torino a un giocatore della Valpe costretto a rimanere immobile sul ghiaccio per venti minuti e ad arrivare in ospedale un’ora più tardi. In quel caso, trattandosi di una serie D, l’obbligo della presenza di medico ed ambulanza c’era, ma era stato comunque disatteso dalla società ospitante, ovvero dal Real Torino. E la partita era stata fatta giocare!

Nel caso di ieri, trattandosi di una giovanile, l’obbligo del medico a bordo pista e dell’ambulanza addirittura non c’era! Mi sembra incredibile. Eppure è così: in un’Italia che non ha a cuore il futuro dei giovani, non c’è neppure riguardo per i ragazzi che si dedicano ad attività sportive piuttosto che dedicarsi al lancio dell’estintore. Che dire? Forse ci meritiamo una generazione di Er Pelliccia… altrimenti si avrebbe il buon senso di andare oltre il regolamento.

Una doverosa postilla relativa alla partita della Serie D, vi è una contraddizione nei regolamenti tra FISG e FISG-Lombardia, in uno non c’è l’obbligatorierà dell’ambulanza, mentre nell’altro sì.

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